StartUp Diary Stories

April 14, 2012 at 4:45 pm

La nascita di un’idea – Pensieri di uno startupper #1

Non sapevo nemmeno cosa fosse una startup quando tutto è cominciato.

Il garage ce l’avevamo, ma in quel caldo pomeriggio di luglio, mentre disegnavamo loghi, preferimmo sederci all’aperto sotto il gazebo del giardino di Simone. Nel garage c’era l’auto. All’ombra.

Avevamo trascorso l’intera settimana precedente a buttar giù liste infinite di nomi per poi verificare se i relativi domini .com fossero disponibili. Quando finalmente scoprimmo che quelmeetinglife.com non era ancora stato acquistato non esitammo un attimo ad investire i nostri primi 10 dollari. Una frase di senso compiuto di 11 lettere .com. Trovare quel nome fu una prima grande soddisfazione.

MeetingLife.

Era un nome figo, ma il nome di cosa?

Non avevamo le idee chiare. Entrambi stavamo uscendo da due storie d’amore con il mondo della radio. Simone, in più, aveva anche avuto un flirt con la TV. Anni di serate nei locali per tutti e due e, per lui, anche qualche trascorso da animatore nei villaggi turistici. Insieme però, quello che ci riusciva meglio era viaggiare. Conoscere gente nuova, fare cose nuove, visitare posti nuovi. E poi conoscere altra gente, fare altre cose e visitare altri posti, per poi tornare a casa, raccontarlo e sentirsi dire “vorrei farlo anche io!”.

“Facciamolo in TV!” fu la sua proposta. “Un programma televisivo di noi che viaggiamo. Un po’ come fanno quelli di Mtv.”

“Si, ma noi non siamo quelli di Mtv, perchè la gente dovrebbe seguirci?” fu la mia risposta.

Image courtesy of Jimmy Road.

L’idea di cui avevamo già parlato milioni di volte mi piaceva un sacco. Avremmo potuto rispondere, attraverso i nostri video, a tutte quelle domande che ci venivano fatte quando raccontavamo di aver dormito a casa di estranei, viaggiato con tizi appena conosciuti e ballato sui tavoli nei posti più assurdi. Avremmo potuto realizzare un format video a puntate per poi venderlo a qualche TV privata. Oppure a Mtv stessa.

Eh si! Il nostro motto era sempre quello di puntare al massimo. Sognando in grande avremmo raggiunto gli obiettivi che originariamente avremmo sperato di raggiungere.

È così che ci comportammo da li in poi, sebbene decidessimo di spostare la nostra attenzione su mezzi più accessibili che ci avrebbero permesso di ottenere un feedback immediato sul nostro operato.

Sulla scia di quanto succedeva gia in America, decidemmo che MeetingLife sarebbe diventato uno show su YouTube. Internet ci avrebbe permesso di parlare con le persone, di coinvolgerle e magari incontrarle durante i nostri viaggi.

Volevamo viaggiare.

Inoltre la rete ci avrebbe concesso una totale libertà. Nessuno avrebbe dovuto approvare i nostri video e le nostre idee. Questo potere sarebbe stato esclusivamente nelle mani di chi avrebbe consumato il prodotto finito.

MeetingLife divenne così il nome di un progetto partecipativo pensato per YouTube. Una sorta di reality show 2.0.

Con le idee più chiare non ci rimase che metterci a lavoro. C’erano solo un paio di problemi: non avevamo mai fatto un video ed eravamo senza un soldo in tasca.

Io ero a un anno di distanza dalla mia laurea e Simone aveva da poco raggiunto quel traguardo. Da quel giorno in poi, il progetto complicato sul quale decidemmo di metterci a lavoro si fece sempre più ambizioso. L’idea cominciò il suo processo di evoluzione che l’avrebbe trasformata in qualcosa di molto diverso dalla sua forma originale.

Sarebbe stata dura, ma molto divertente.