Los Angeles Travel Video Stories

September 25, 2011 at 9:12 pm

How to be american for one day

Il mio volo per Los Angeles dello scorso anno fece scalo a Londra. Quel giorno mi ritrovai di notte all’aeroporto ad attendere per 11 ore, in completa solitudine, il mattino seguente per imbarcarmi sul volo successivo. (il racconto di quelle ore è in questo post)

How to be american for one dayPer ammazzare quel bel mucchietto di minuti, aprii il mio laptop e mi buttai su internet. Stavo andando in America e non avevo ancora una casa dove stare, quindi, seduto su una scomoda panca di metallo, ripresi le ricerche che avevo cominciato qualche giorno prima.

Craigslist è probabilmente il più famoso sito di annunci gratuiti americano. è usato anche in molti altri paesi, Italia compresa, ma negli Stati Uniti è senza dubbio un vero punto di riferimento per chi è alla ricerca di qualsiasi cosa.

Navigando sul sito già da qualche giorno, notai che il termine più diffuso nelle offerte di appartamenti in condivisione era “no drama” che, tradotto nella nostra lingua, significa “niente problemi”, “niente rotture di scatole”. Diciamo che, in ambito universitario, l’equivalente italiano potrebbe essere “no matricole” per intenderci.

 

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Chiaramente, come mi succede spessissimo, non riuscii a fare a meno di condividere  con il mondo intero questa mia osservazione. Twittai (passato remoto terrone del verbo “twittare”.)  coinvolgendo con una @menzione anche Craigslist stesso.

How to be american for one dayLe 8 ore di differenza oraria tra Greenwich e Los Angeles fecero in modo che lo stupore nel vedere un tweet di risposta da parte della produzione di Craigslist TV fosse ancora più intenso. Infatti i ragazzi erano a lavoro mentre l’Europa dormiva già. Nel loro messaggio mi dissero che, se non fosse per il “drama”, non potrebbero fare quello che fanno.

Non conoscevo affatto l’esistenza di una TV di Craigslist quindi andai ad informarmi scoprendo che si trattava di un reality show, diffuso via web, che raccontava storie di persone che usavano il sito per scopi particolari.

Nel mio tweet successivo, al semplice fine di fare ironia, risposi: “Sono all’aeroporto in partenza per LA. Nelle prossime settimane userò spesso il vostro bel sito, se avete voglia di inseguirmi, fate pure”

Nel giro di due minuti, nei loro studi di Downtown, partì un vero e proprio casting, basato sull’analisi di alcuni miei video, che ebbe esito positivo.

 

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Mi contattarono via mail qualche istante dopo per chiedermi il numero del mio volo, dicendo che sarebbero venuti con le telecamere in aeroporto per riprendere il mio arrivo negli Stati Uniti.

How to be american for one dayIo, totalmente incredulo, pensai: “Cazzo! Questo è Hollywood! Non sono ancora arrivato e già succedono cose”. Un secondo dopo aggiunsi “Cazzo! Ho anche trovato un passaggio in città! Bene.”

Alla fine, la ventina di ore prima del mio arrivo non fu sufficiente per organizzarsi, quindi all’aeroporto non venne nessuno. Nonostante tutto ribadirono il loro interesse nell’avere un italiano nel loro show.

Mi invitarono nei loro studi e, dopo aver parlato con loro del mio progetto, che era il motivo per cui mi trovavo in America, nacque l’idea di questo video.

L’abbiamo girato in tre giorni, a distanza di settimane l’uno dall’altro, e ogni volta mi sono divertito tantissimo. Le ragazze sono state fantastiche.

Peccato che un’esperienza del genere sia stata riassunta in soli 4 minuti. é un tempo perfetto per i loro spettatori, ma sicuramente insufficiente per me che rivivrei volentieri quelle belle giornate.