San Francisco Stories Travel

May 6, 2013 at 12:22 pm

La teoria delle opportunità della vita

Dream as you will live forever, live as you will die tomorrow. Giusto?

È un detto molto popolare, ma credo possa descrivere esattamente lo spirito con cui affronto le cose. È quello che cerco di fare da anni.

Un’altra citazione molto famosa dice “se vivi ogni tuo giorno come se fosse l’ultimo, prima o poi ti ritroverai ad aver ragione”. È una questione di scadenze e di tutto quello che si riesce ad ottenere prima che determinate condizioni si presentino. Un continuo invito al carpe diem.

È quello che cerco di tenere in mente ogni giorno.

La teoria delle opportunità

Image courtesy of Leroy Clunne Kiely

Da quando sono tornato a San Francisco, questa filosofia nella quale credo molto ha amplificato i propri effetti su di me. Questo è forse dovuto anche al fatto di essermi ritrovato da solo, per l’ennesima volta, in un paese molto lontano da casa mia, con l’obiettivo di conoscere persone che possano offrirmi opportunità piacevolmente inaspettate.

Quando parlo di opportunità molti pensano che mi riferisca a lavoro, successo, soldi. In realtà non è affatto cosi. Quel tipo di successo non mi è mai interessato. Una carriera di successo per me è l’equivalente di un’esistenza fatta di continue novità in cui sei costantemente posto di fronte a sfide che sei felice di affrontare, guadagnando il minimo che ti permetta di continuare a farlo.

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Conoscere persone significa dar loro la possibilità di farti scoprire cose, illustrarti nuovi orizzonti e punti di vista e, magari, farti innamorare. Se la matematica non è un’opinione e la statistica ha un senso, il numero di persone che conosci equivale al numero di potenziali nuove opportunità.

n persone + n esperienze = n opportunità

Questa formula potrebbe esser completamente priva di significato ma, per me, l’ha sempre avuto. È anche la ricetta alla base del progetto sul quale lavoro da anni. Ma questa è una storia vecchia.

E le scadenze che c’entrano?

Beh, quella scadenza indefinita, che dipinge secoli di letteratura, ora per me ha una forma molto più chiara. Ha anche un nome. Si chiama visto. L’aquila filigranata appiccicata sul mio passaporto che indica la data esatta entro la quale sono gentilmente invitato a togliermi dalle…. a lasciare il paese.

La formula si trasforma:

(n persone + n esperienze) / n giorni disponibili = n opportunità

L’introduzione di un determinato fattore tempo ha estremizzato la mia visione della vita rendendomi molto più aperto (di quanto non fossi già) nei confronti di persone e occasioni nuove.

Posso facilmente dire di essermi (auto)sottoposto, nel corso degli ultimi mesi, a uno speciale trattamento di socializzazione coatta.

Sebbene i risultati siano ancora in fase di esame, l’efficacia del trattamento è al momento validata dall’assenza di sintomi della solitudine riscontrati nel paziente in questione.

Se non fosse per questo incremento della mia fame di conoscenze, passerei le mie giornate a fissare Skype nell’attesa che sorga il sole in Italia.

San Francisco offre sicuramente un ecosistema che favorisce questo tipo interazioni. A me, nonostante tutto, è richiesto un impegno notevole.

La teoria delle opportunità della vita

Tyler Durden e Marla Singer. Fight Club

Dove trovo tutte queste persone da conoscere in cosi poco tempo?

Ultimamente mi paragono spesso a Tyler Durden pensando ai suoi tuberculosis friday nights. Non frequento centri di recupero per malati terminali, ma mi ritrovo spesso nei posti più impensabili a fare cose totalmente inaspettate con persone ogni volta diverse.

A scopo prettamente scientifico provo a riassumere alcuni dei miei ultimi giorni a San Francisco.

Ho iniziato a fare Yoga. Ogni martedì un centinaio di persone, me compreso, ricoprono il pavimento di Grace Cathedral con i propri materassini.

Quel martedì non sono andato però. Una telefonata ha stravolto i miei programmi.

Emi è una ragazza di origini giapponesi conosciuta qualche mese fa. Mi ha chiamato per invitarmi ad andare a casa di alcune persone che avevano organizzato un salotto per parlare di esplorazioni spaziali. Nonostante io non abbia nemmeno mai visto Start Wars (lo so… rimedierò…), decido di accettare l’invito.

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I miei skinny jeans non erano assolutamente l’abbigliamento più adatto per confrontarmi con super nerd che indossavano tutine NASA. Inoltre, le mie argomentazioni non hanno sicuramente illuminato la mia partecipazione alla conversazione, ma il mio taglio di capelli ha fatto in modo che Amelie mi notasse e mi invitasse alla sua festa di compleanno il sabato seguente.

In occasione di quel Grilled Cheese and Whiskey Party, a pochi isolati da casa mia, ho conosciuto tante nuove interessantissime persone tra cui Jeff, fondatore di una giovanissima azienda che produce pipe per fumare erba, che mi ha ingaggiato per girare un video promozionale in occasione dei festeggiamenti del 4/20 (20 Aprile. Negli stati in cui è legalizzata, California compresa, si celebrano gli effetti benefici della cannabis.)

La mia sete di avventura non era ancora esaurita. Decido di creare un paio di eventi su diversi siti internet per radunare un po’ di persone insieme alle quali partecipare da protagonisti all’ How Weird Street Faire. Un festival musicale, molto colorato, per le strade della città. Si presentano 40 persone, che per 40 ragioni diverse, si trovavano a San Francisco in quel momento.

La teoria delle opportunità

Alcuni dei 40 dell’How Weird Street Faire

 

Giornata divertente e indimenticabile durante la quale ho conosciuto Brett, che qualche giorno dopo è diventato il mio vicino di casa, e Alex, che mi ha messo in contatto con la sua amica Keyra, aspirante modella che aveva bisogno di un tocco di photoshop per sembrare un po’ meno rotonda in alcune foto.

Potrei raccontare tante altre storie col rischio di diventare inutilmente prolisso. Nella decina di giorni descritti ho trovato amici, divertimento e anche un po’ di lavoro.

Quanto detto finora mi basta per poter prescrivere la mia stessa terapia a chiunque sentisse il bisogno di adottarla.

Non c’è bisogno di essere in California per uscire fuori dai nostri vincoli convenzionali e lasciare ad altri la possibilità di migliorare la qualità della nostra esistenza.

Spero perdoniate ogni possibile inesattezza matematica… :)

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  • Simo

    ..Una bella storia ernesto. Seppur in forma di cronaca,c’è abbastanza materia per una parabola sulla felicità!

    ..Perchè troppo spesso non si da continuità a questa filosofia? Un ingrigirsi su se stessi che porta a perdere le occasioni dove un semplice pensiero costruttivo dirigerebbe l’occhio fino a crearne..E perchè troppo spesso torna di moda nel nostro cervellino meraviglioso tale nichilistica abitudine?
    Che fare quindi per invertire il ciclo?

    MA una bella dieci giorni ernesto’s style! Semplice,no?!

    That’s the right way,dude ;)

    Post scrittum.

    Non vorrei fartela lunga: ma mi hai ispirato a condividere una bella esperienza ..

    Una grande città turistica italiana.Luglio.40 gradi all’ombra.

    Con la mia chitarra in spalla e la mia spalla al fianco(non è anatomia comparata,si chiama marco e abbiamo un duo ;), il mio occhio vispo scruta i volti,il filtro anti vigile attivo(sapete,dopo tre anni di richiesta di essere ammesso fra le liste degli artisti di strada si sviluppano diverse skills pur di far della propria passione il pane quotidiano) decidiamo di protestare pubblicamente nella maniera a noi più semplice: fare un po’ di gioioso casino!
    .. Scartiamo gli strumenti,il tempo di attaccare i cavi all’ampli portatile e questo alla sacca,e una festa itinerante di rumba flamenca illumina il viso e rinfresca il corpo dei turisti accaldati all’ora di pranzo.

    Mi giro,e mi rendo conto che in pochi accordi si è già formata una coda festante,e la polizia per una volta,non interviene. Nei loro occhi un contrasto di suggestioni in divisa. Molti vorrebbero ballare,come tutti noi.

    Intanto,le canzoni scorrono veloci come le dita.Ringraziamo per l’energia spontanea di quella turba,e che colpo d’occhio. E’una maggioranza felice. Sto risistemando la chitarra,quando si avvicina un ragazzo dall’altra parte della piazza,mette un bigliettino nella custodia,senza dire una parola- quando alzo lo sguardo l’ho già perso. Marco intanto,scruta il bigliettino con aria via via più interessata,gli occhi scorrono veloci sempre più spalancati di stupore. Urla di gioia,abbracci,baci..E ancora non sapevo che accidenti dicesse quel pezzo di carta.

    Era un giovane e promettente regista americano,già affermato nel sottosuolo sperimentale degli USA. “Adoro la vostra musica”,dice,e

    “vorrei fare un cortometraggio sulla vostra esperienza di strada,ho pochi giorni prima di ritornare in California”

    ..Il mattino successivo iniziava la più alta esperienza artistica della mia vita,
    condensata nell’ eternità di un giorno,a Firenze. Da dicembre girerò tutti i festival di musica indipendente del continente.Vedremo.

    Ma soprattutto,credo di avere imparato la più importante lezione da tenere a mente ogni giorno che abbiamo a disposizione.

    CARPE DIEM.

    In partenza per London City,un saluto dall’Italia!
    Grazie,ernesto! :D

    • cinquenove

      Ciao Simo, grazie mille per il super commento.
      Mi piacerebbe davvero che questo mio piccolo blog si riempisse di storie d’energia positiva come quella che hai raccontato tu.
      In bocca al lupo per Londra.
      Ti auguro di vivere altre avventure come questa.