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June 6, 2013 at 5:07 am

Modestie a parte. Il segreto per incontri di successo

Da quando sono negli Stati Uniti ho conosciuto molta gente e ho avuto modo di assistere alle conversazioni di tante altre persone che si conoscevano in quel momento. La mia mente italiana non ha potuto fare a meno, in questo lungo periodo, di analizzare la differenze tra il modo di presentarsi e interagire con gli altri in America e lo stile con il quale le conversazioni tra estranei iniziano nel nostro paese.

Il segreto per incontri di successo

L’eroe dei due mondi

Ho avuto spesso modo di confrontare le mie osservazioni con altri connazionali conosciuti qui e tutti sembrano d’accordo sul fatto che gli approcci americani seguano un modello standard. Sembra che a tutti sia stato insegnato un modo ben preciso di iniziare una conversazione.

 

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All’inizio pensavo che fosse la mia storia a scatenare la stessa serie di domande. Quando parlo con un qualcuno da queste parti è impossibile evitare di presentarmi partendo dalle mie origini italiane. Di conseguenza, la domanda successiva è sempre “che ci fai qui?”, “che fai a San Francisco?”

Col tempo ho notato che non lo fanno solo con me. Questo è l’approccio classico. La loro prima domanda è sempre “What do you do?” “Che fai nella vita?”

 

Conversazioni tra estranei in Italia

In Italia, siamo molto più creativi. Le nostre conversazioni con estranei iniziano quasi sempre con una battuta per rompere il ghiaccio. Se potessi selezionare un campione di 100 casi di conversazioni tra due estranei, credo che almeno 92 inizino con una battuta. Se analizzassi queste 92 battute penso che mi sembrerebbe di assistere a una gara di simpaticoni. Soprattutto se pensate agli approcci classici dei ragazzi con le ragazze.

In molti casi si continua, naturalmente, trattando argomenti legati al posto in cui ci si trova.

Se incontrate qualcuno in fila dal professore per la revisione della vostra tesi, finirete per parlare di tesi. Se incontrate qualcuno dal medico, finirete per parlare di problemi di salute e di quelli legati alla sanità in Italia. Se incontrate qualcuno dal meccanico, finirete per parlare di auto. È normale.

Il segreto per incontri di successo

Image courtesy of J-Saw

Da quel momento in poi le conversazioni continuano in modi imprevedibili fino al saluto finale ma, quasi in nessun caso, si parla di cosa ci si occupa nella vita, a meno che non sia un amico in comune a presentarci allo sconosciuto.

È un argomento che noi italiani trattiamo più avanti. Nei casi in cui gli incontri si ripetano. A volte questo tipo di informazioni vengono fuori con la frequentazione. Altre volte lo si scopre guardando i profili Facebook dei nostri nuovi amici.

In pochissimi casi siamo noi ad esibire diretta curiosità nei confronti di questo argomento.

 

Conversazioni tra estranei in USA

Per gli americani, sapere cosa ognuno fa nella vita sembra essere fondamentale. È sempre la prima domanda.

Sebbene questo tipo di approccio possa col tempo rivelarsi un po’ monotono e noioso (lo è!), lo considero un modo molto più pratico.

Potrebbe sembrare un avvicinamento molto meno disinteressato del nostro ma, in parole povere (e forse un po’ ciniche), sapere cosa fanno gli altri nella vita ci aiuta subito a capire se possono essere utili ai nostri scopi oppure no. In fondo è così che nascono le opportunità della vita.

Questo metodo diventa crudele e superficiale se (come spesso succede a Los Angeles) le persone smettono di manifestare interesse nei vostri confronti subito dopo aver capito che non siete quelli che speravano di incontrare.

Tutta questa premessa per parlare di modestia.

 

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La modestia nuoce al successo

Qualche serata fa, in un bar di San Francisco, bevevo la mia birra insieme a Stefano. Al nostro tavolo c’era un gruppo di ragazzi del posto. Abbiamo iniziato a parlare e, come al solito, la conversazione è cominciata descrivendo le reciproche attività che ci tengono impegnati durante le nostre giornate.

Uno di loro si presenta come film maker ufficiale degli XX che si erano da poco esibiti a San Francisco. Al mio turno, forse anche un po’ stanco di ripetere continuamente quello che faccio, riassumo in una semplice e banale frase la mia principale occupazione.

A fine serata, rimasti da soli, il mio amico Stefano mi chiede di non offendermi e mi rimprovera sul fatto di non sapermi presentare. “Quello ti ha detto  che è il film maker degli XX e tu non gli dici tutte le cose fighe che fai? Se gli avessi parlato della tua attività magari ti avrebbe proposto di collaborare su qualche progetto interessante.”

Non ho potuto fare a meno di ammettere che aveva ragione.

Il segreto per incontri di successo

Vanity. Image courtesy of Christin Zakh

Stefano non era il primo a farmi notare questo mio “difetto”.

Una volta mi sono ritrovato a parlare con un’altra persona molto importante. Ero lì, insieme ad altri ragazzi, per presentare i nostri progetti. Arrivato il mio momento, ho spiegato la mia idea in modo molto semplice e veloce. Soltanto più avanti, durante la serata, e soltanto perchè s’era presentata l’occasione, ho rivelato qualche dettaglio in più soffermandomi su alcuni successi importanti che avevo ottenuto durante la mia giovane carriera. A quel punto, con un notevole stupore il tipo mi fa “E me lo dici solo adesso? Quella è la prima cosa che devi dire quando ti presenti!”

Non posso che dare ragione anche a lui.

Questo è sicuramente un mio problema. Sono sempre stato molto umile quando parlo di me e ho sempre apprezzato poco chi sfoggia da subito i propri assi nella manica. Ho sempre pensato che le mie parole servono a poco. Sarà il tempo a dimostrare agli altri se valgo qualcosa. A volte però il tempo non c’è e le occasioni potrebbero sfuggire.

Soprattutto quando si parla di affari.

 

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Nel mondo delle start-up ti insegnano che hai soltanto 15 secondi per impressionare il tuo interlocutore e convincerlo ad appoggiare la tua idea. Io ho fatto pratica nel corso degli anni, ma ancora faccio fatica a sfoggiare le mie caratteristiche vincenti. Sono alla ricerca del modo migliore per presentarsi bene senza risultare degli sbruffoni.

In America è più facile, visto che sono sempre loro a farti la domanda per primi. In Italia la situazione si complica di più.

La modestia non è accettabile. Questo è sicuro.

 

Ho pensato di condividere queste mie parole con voi per ricevere qualche consiglio.

Come vi comportate quando parlate di voi? Come riuscite a risultare naturali mentre raccontate le vostre gesta migliori ad un perfetto sconosciuto?

Mi piacerebbe conoscere le vostre esperienze a riguardo. Raccontatemele con un commento.