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January 18, 2013 at 2:16 am

3 consigli ai neolaureati. Diamo a internet la possibilità di trovarci il lavoro.

Un po’ di tempo fa ho scritto un post che ha riscosso un discreto successo. E’ stato condiviso numerose volte nei giorni successivi e, ancora oggi, spesso vengo menzionato su Twitter perchè qualcuno ne sta parlando.

L’articolo in questione si chiama “4 motivi per fare ciò che siamo nati per fare” e fa parte della collana di pensieri che rendo pubblici nella speranza di poter cambiare il mondo (faccina sorridente). O, al minimo, di innescare una discussione.

Le reazioni a quel post non furono tutte positive. In molti mi hanno detto che la mia visione poetica del mondo era accettabile soltanto da persone che avessero un certo tipo di aspirazioni. Qualcuno mi disse che soltanto le figure professionali apparentemente più internet friendly (designer, giornalisti, sviluppatori, ingegneri informatici, scrittori, fotografi…) potessero trarre vantaggi dalle risorse offerte dalla rete.

Con questo post vorrei contraddire quelle voci e regalarmi l’opportunità di ampliare qualche orizzonte.

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Image courtesy of Lourey

La settimana scorsa ho finito di leggere l’ultimo libro di Beppe Severgnini “Italiani di domani. 8 porte sul futuro” del quale consiglio vivamente la lettura. Una visione molto ottimistica del nostro paese. Un incoraggiamento a provarci. Un libro che mi piacerebbe aver scritto.

Nei giorni in cui lo leggevo mi è capitato di aver bisogno di una consulenza legale relativa alla mia attività di startupper. Sebbene avessi cercato nei dintorni di casa mia (Abruzzo) avvocati che mi permettessero di risparmiare qualcosa, ho dovuto rivolgermi a uno specialista romano che ha familiarità con gli argomenti in questione. Uno dei pochi.

Questa vicenda non ha fatto altro che confermare un’ipotesi che balenava nella mia mente gia da un po’: i dottoroni di cui i nostri genitori millantano le gesta, quelli i cui figli attendono ansiosi l’eredità, non sanno nulla dei problemi in cui si imbatte la moderna gioventù.  Lo stesso discorso vale per commercialisti, consulenti del lavoro, medici e anche impiegati di uffici amministrativi.

Quando nel 2009 andai dalla SIAE (ufficio centrale di Roma, reparto Internet, terzo piano se non ricordo male), nessuno sapeva spiegarmi cosa avrei dovuto fare per utilizzare legalmente musica protetta da copyright nei miei video.

Innumerevoli altri aneddoti di questo tipo mi spingono a scrivere alcuni umili consigli. Quelli che abitualmente do ai miei amici.

3 consigli per gli italiani di domani. Laureati o laureandi in medicina, giurisprudenza, economia etc…

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Image courtesy of Cameron Jung

1. Dimenticate il passato. Concentratevi sul presente.
(il futuro è nel consiglio dopo)

Nonostante internet stesso sia ormai la causa di innumerevoli separazioni, di avvocati divorzisti, in Italia, ce ne sono troppi. Lo stesso discorso vale per cause civili e penali. Fate altro.

Secondo i dati riportati nel libro di Severgnini (che lui avrà preso altrove),

a Milano ci sono 20 mila avvocati, La metà di tutta la Francia. In Italia sono 250 mila e aumentano di 15 mila l’anno.

Internet ha cambiato il modo di operare, ha agevolato processi complicati, ha permesso alle cose di funzionare diversamente e alle attività di lavorare in un modo nuovo.

Concentratevi sui problemi legati a questo tipo di attività e lavorate per risolverli. Di startup web, di giovani imprese che si muovono sul digitale, in qualsiasi campo, ce ne sono tante e ce ne saranno sempre di più. Non ci sono altrettanti specialisti che possano spalleggiare queste nuove figure professionali. Diventatelo!
2. Tenete d’occhio il futuro.
Tra le cose che sono cambiate grazie a internet c’è la velocità con cui cambiano le cose. Un bel gioco di parole, si! Ora le cose cambiano più velocemente.

I famosi corsi d’aggiornamento previsti per i dipendenti aziendali non servono più. Ora la vita è un continuo aggiornamento. Informatevi costantemente. Studiate!
3. La vostra clientela è il mondo.
trovare lavoro come avvocato commercialista medico su internetPensavo che la frase “internet è una vetrina sul mondo” fosse ormai rientrata nella categoria “banalità”, ma mi accorgo continuamente che non è cosi.

Se da piccoli sognavate un comodo ufficio nel vostro paesello tra le montagne, ora avrete già scoperto che per trovare un lavoro all’altezza della vostra laurea siete costretti, come minimo, a scendere in città. Nella meno rara delle ipotesi siete anche costretti a trasferirvi in un’altra regione.

Se dovessi indovinare in quale città state pensando di trasferirvi, dicendo Milano, penso di poter vincere la maggior parte delle scommesse.

Il motivo per cui non c’è posto per un altro commercialista nel vostro comodo paesello è che le 10 attività commerciali del posto sono già servite dagli altri 312 commercialisti locali.

Sempre per riprendere Severgnini sull’esempio dell’avvocatura,

in Italia non c’è lavoro per 250 mila avvocati. A meno che non ci denunciamo tutti a vicenda una volta la settimana. Ma non mi sembra il caso….

…il neo-avvocato senza passione e senza specializzazione, dopo 5 anni di studi, 20 mila euro di spese e due anni di praticantato gratuito ha di fronte tre strade: la noia, la fame o l’assalto.

Scegliete la terza opzione. Specializzatevi e assaltate!

A San Francisco mi è capitato di imbattermi in un sito di avvocati che offrono consulenza online. Ma non bisogna andare cosi lontano per trovarne uno, anche in Italia c’è chi lo sta già facendo. Proprio oggi mi sono imbattuto in ContiPronti  e Il tuo commercialista online, due siti che offrono consulenza amministrativa all’Italia intera.

Lavorando in inglese, potete andare anche oltre (studiando i vari diritti ovviamente).

Lavorate da dove volete a un decimo delle spese. Sfruttate la grande rete. Provateci!
Infine.
La cosa più importante.

Se pensate di non essere in grado di farlo. Vi sbagliate.

Trovare un modo per riuscirci è facile quanto trovare un lavoro.

  • stefano dalle molle

    Bellissimo articolo, vedrò di leggere il libro di Severgnini.

    Nonostante non sia poi così prossimo alla laurea [Medicina], mi son sempre domandato se fosse possibile trovare una via alternativa al classico lavoro del medico. 

    A questo punto lo chiedo a te, dato che le professioni sanitarie, generalmente, hanno bisogno di stretto contatto con il cliente/paziente, come pensi si possa esercitare la propria professione sfruttando internet?

    • http://twitter.com/cinquenove Ernesto Cinquenove

      Sapevo che avrei ricevuto questa domanda. Effettivamente la professione di medico potrebbe apparire meno adatta alla pratica sul web. In realtà, negli Stati Uniti ci sono già numerose startup di successo che stanno trasportando servizi sanitari su internet. 

      Nella scorsa edizione di TechCrunch Disrupt a San Francisco, mi è capitato di assistere alla presentazione di alcune di loro. Me ne ricordo una in particolare (il nome mi sfugge, però) che proponeva assistenza sanitaria a persone appena dimesse dagli ospedali. 
      Uscendo fuori dagli schemi classici della professione del medico, secondo me, si riescono a trovare varie applicazioni delle proprie conoscenze a vantaggio di un grande numero di problemi che possono essere risolti a “distanza”.

      Ci sono anche fondi di investimento dedicati esclusivamente ad attività che si muovono nell’ambito della sanità. Un altro esempio americano è questo http://rockhealth.com/ 

      Un caso che potrebbe riguardarmi da vicino è la necessità di avere assistenza medica, anche in semplice via consulenziale, quando mi trovo all’estero. Mi rendo conto che per problemi più importanti una chattata su Skype non basti, ma per cose meno serie potrebbe facilitarmi le cose. 

      Ragionandoci bene, si potrebbe addirittura andare oltre e, magari, risolvere gli innumerevoli problemi del sistema sanitario di questo paese. 

      In questo articolo si parla di un po’ delle startup “health” che hanno presentato la propria idea a San Francisco http://techcrunch.com/2012/09/16/startup-alley-at-disrupt-impact-pavilion-shows-off-health-energy-and-transport/ .

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